Buon primo giorno d’Avvento

Chiedo scusa, ma ho a cuore i miei occhi, il mio sistema nervoso e la mia anima.
Non chiedetemi un Calendario dell’Avvento rosso e verde, Babbi Natali saltellanti e sacchettini di iuta.
Sì, ieri mio marito ed io siamo rimasti svegli fino all’una di notte, ma il compromesso potevano essere solo le luci.

Amo mio figlio, lo stupore sul suo volto, ho amato vederlo salire sulla sedia, sciogliere il nodino e mangiare il suo primo sasso di cioccolato fondente.

Mi emoziona vederlo correre e saltare, guardo la sua resistenza, come i suoi muscoli rispondano al suo bisogno di movimento e lo faccio al freddo dell’inverno, al vento tagliente della primavera, al sole torrido dell’estate, sotto la pioggia autunnale.
Io per i suoi muscoli mi riduco, accetto i tagli sulle mani (niente da fare, i guanti mi innervosiscono), di sporcarmi di fango, dolorini alla cervicale.
E mi riduco perchè per lui il senso è grande.

Come tutte quelle notti in cui vorrei dormire abbracciata a mio marito e invece uno in una stanza e una nell’altra a nutrire un piccolo neonato e a proteggere un piccolo duenne dai suoi incubi. Mi riduco, ci riduciamo, ma sta tutto nel nostro senso.

Poi peró non mi riduco se le mie amiche mi invitano fuori a cena: il duenne con gioia pura sale le scale di casa di nonna, il neonato crolla in fascia ed io esco. Non mi riduco se mio marito mi chiede una tisana solo per noi, amo guardarlo in silenzio e rivedere nei suoi occhi maturi, il ventenne imbrano che lasciai perchè mi annoiava.
Non mi riduco, la donna di casa sono io e le decorazioni natalizie le scelgo io, qualche Babbo Natale in camera di Enea, luci ovunque.

Ah, una cosa la voglio dire, voglio dire grazie ai nonni, alle zie e agli zii, alle amiche con figli e senza figli, agli amici che non sanno neppure da dove partire con un bambino, ma lo fanno, a mio marito. Voglio dire grazie alla nostra famiglia molteplice (che allargata non mi piace molto), perchè permette ad una madre con bisogni e desideri, di non ridursi quando non lo desidera, anche di dimenticarsi di essere madre per qualche ora.
Poichè credo sia l’assenza, che rigeneri la presenza.

E poi grazie a me, che ho imparato a fidarmi e a credere che ció che io posso dare ad Enea e Noè sia solo una parte, per tutto ció che non possiedo e non so insegnare, esistono gl’altri.

Buon primo giorno d’Avvento 

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