Il giorno dopo, un anno dopo o poco più.

Da circa due mesi era morta la piccolissima Beatrice, avevamo appena venduto la nostra casa (la prima casa, quella piccola dove eravamo diventati una famiglia, quella con i pavimenti che odiavo, ma con il giardino e la camera da letto con i muri stondati), non avevamo un’altra casa, stavamo facendo pacchi e scatoloni, tutte le nostre cose in un box, stavamo per trasferirci da nonna Alberta (Ale, Enea, io, Nonna Alberta e sette gatti).

Sapevamo che si stava chiudendo una porta, non avevamo alcuna certezza di aprire un portone.

Ecco, su questo equilibrio precario, tra le lacrime per Beatrice e la paura di non trovare più nulla, decisi insieme a mio marito che avrei preso del tempo per me.

Cominciai il corso per diventare Doula, così senza sapere che sarebbe stato il mio luogo di cura e che avrei trovato un Cerchio di donne che mi avrebbero poi accompagnata fino al mio parto (quasi un anno dopo) e oltre; cominciai Portare i Piccoli, perchè in fondo quelle fasce avevano accompagnato anche Beatrice a volare nel vento.
Poco prima di Natale inizió il viaggio di Noè ed il nostro verso la Puglia, Mariano, il Villaggio Quadrimensionale e ancora non sapevamo cosa ne sarebbe stato di noi, se sarei stata capace di mantenere fede agli impegni presi o se la tristezza mi avrebbe immobilizzata in un letto.
Non sapevamo niente, ma ci siamo fidati della Vita (mica basta farlo con le parole, ti devi proprio arrendere alla sua potenza, lasciarti attraversare, accogliere l’inedito), anzi a dirla con i fatti, abbiamo trovato la nostra nuova casa e l’abbiamo sistemata, ci siamo sposati, abbiamo traslocato, abbiamo vissuto il viaggio in utero di Noè superando la più profonda paura di perdere anche lui, abbiamo sopportato un’estate torrida, lavorato con le nostre ostetriche e doule per poter questa volta gioire di un parto e abbiamo visto Noè nascere alla luce di una mattina di settembre, abbiamo fatto forse troppo, chissà.
Con ieri peró si è chiuso un cerchio, il secondo dopo la nascita di Pagnotta, ieri dopo aver superato l’esame, ho concluso il percorso Portare i Piccoli…ho finito, li ho finiti entrambi (il corso per diventare Doula l’avevo terminato a luglio), li ho finiti nonostante tutto, fino alla fine.
E mi sento felice e grata a tutte le donne incontrate, a mio marito e alla mia famiglia, ad Enea e Noè e a Beatrice, perchè senza la sua morte sono certa avrei rimandato.

Spero un giorno di conoscerti piccola Beatrice (no, non ora, vorrei vivere almeno fino a 104 anni) e di scoprire se almeno tu avresti avuto gl’occhi chiari 

P.S. Due figli maschi, quattro occhi color cioccolato

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